Le tipicità irpine: la nocciola
Fra i prodotti tipici dell’agricoltura un posto rilevante merita il nocciolo, per il quale l’Irpinia contribuisce per 1/3 alla produzione nazionale totale.
Fra i prodotti tipici dell’agricoltura un posto rilevante merita il nocciolo, per il quale l’Irpinia contribuisce per 1/3 alla produzione nazionale totale.
Il paesaggio di ampie zone delle Campania è fortemente caratterizzato dalla coltivazione del nocciolo, coltura di antichissimo insediamento in Campania e di solida tradizione, che ha trovato il miglior casamento in Irpinia, una terra dal suolo solitamente calcareo e molto adatto a tale coltura.
La nocciolicultura è pratica dominante nei territori di Vallo di Lauro e nel Baianese, nella Valle del Sabato, nel Partenio e nella Valle Caudina: ne consegue che la nocciola domini su tutte le tavole e nella natura: le sue cultivar Mortarella, Camponica e San Giovanni, sono riconosciute dal Ministero delle politiche agricole “prodotto agroalimentare tradizionale italiano”.
In particolare, le nocciòle, nelle varietà “avellana” e “mortarella”, sono uno dei prodotti tipici dell’Irpinia e, in particolare, del Vallo di Lauro e Baianese, ma sono ampiamente diffuse anche nella fascia del Partenio, dove è presente, in particolare, la varietà “andrite”.
Naturalmente l’ottima qualità di queste nocciole le rende universalmente apprezzate, specie nelle pasticcerie e gelaterie dove sono impiegate per la preparazione di torrone e cioccolatini; e nella gastronomia.
La cucina dell’Irpinia fa un grande uso delle nocciole per condire alcuni primi piatti tipici del luogo, confezionati con pasta fresca fatta a mano e con farina di grano duro: si tratta di un’originale versione culinaria, di una vera innovazione che è pronta a sublimare palati e gusti di quei viaggiatori ed esploratori di cucine diverse che attualmente costituiscono una fetta consistente del nostro turismo: che è alla ricerca di località e tradizioni antiche.
Chi visiti questi luoghi e le sue cucine potrà cosi facilmente raggiungere lo scopo dell’agognata ricerca e scoprire che qui la cucina e gli abitanti sono accomunati da sicure e pregevoli caratteristiche di autenticità ed originalità.
La Mortarella
La nocciola Mortarella campana ha una dimensione medio-piccola ed è caratterizzata da frutti anche non uniformi e piccoli. La forma è leggermente allungata, sub-cilindrica e compressa lateralmente, si distingue per il perisperma (la pellicola interna) facilmente staccabile. Il guscio è abbastanza sottile, di colore marrone chiaro, con lievi striature di colore più intenso e leggermente schiacciato nella parte inferiore. La polpa è aromatica, consistente, di colore bianco-avorio; di sapore pregevole, quando viene tostata rimanda a sentori di crosta di pane e caramello.
La Mortarella è coltivata in quasi tutte le aree corilicole campane (ad eccezione del Giffonese) per le sue pregevoli caratteristiche d’idoneità alla trasformazione. I comuni della provincia di Avellino che rientrano nell’area di produzione sono: Mercogliano, Monteforte Irpino, Mugnano del Cardinale, Ospadaletto d’Alpinolo, Quindici, Sirignano, Summonte, Taurano.
La Camponica
La nocciola Camponica è denominata anche “la Tonda” o “Tonda Camponica”. Ha una forma sub-ellissoidale, un guscio resistente ed un seme grande. La sua polpa è soda e bianca, con perisperma che si stacca facilmente.
La Camponica presenta ottime caratteristiche di qualità ed un solo difetto: la produttività. Perché la sua coltura necessita di aree ad altimetria più elevata, ai limiti della coltivazione redditizia del nocciolo.
I suoi frutti sono destinati soprattutto al consumo diretto e sono consumati come prodotto fresco – infatti è ottima per il consumo da tavola – e come ingredienti per ricette dolci o salate.
La San Giovanni
Detta anche sangiovannara o sanjovanna, la nocciola di San Giovanni ha una forma allungata e lievemente compressa ai lati. il seme è medio piccolo ed è molto apprezzato per le sue buone caratteristiche organolettiche. Il suo frutto tostato è caratterizzato da un’aroma di media intensità che ricorda la crosta di pane.
Presenta un’alta produttività ma rispetto alla Mortarella ha un valore commerciale inferiore, causa la forma allungata del frutto e la sua scarsa attitudine alla trasformazione.
Area di produzione: la San Giovanni ed è coltivata nelle aree pianeggianti delle province di Avellino e di Napoli (in minor parte).
Ultimo aggiornamento
28 Gennaio 2022, 16:03
Comunità Montana Partenio – Vallo di Lauro