Itinerario Religioso
Oltre al suo ricco patrimonio naturalistico ed enogastronomico, il territorio può vantare una notevole presenza di monasteri, abbazie e luoghi di culto che ne fanno uno dei luoghi più frequentati dal turismo religioso.
Oltre al suo ricco patrimonio naturalistico ed enogastronomico, il territorio può vantare una notevole presenza di monasteri, abbazie e luoghi di culto che ne fanno uno dei luoghi più frequentati dal turismo religioso.
Lo snodo principale di qualsiasi percorso religioso è senza dubbio il Santario di Montevergine. Chi si rechi sul Partenio avverte subito che quella è necessariamente la prima tappa, per ragioni logistiche e storico-culturali, poiché il Santuario di Montevergine è collocato proprio sulla vetta di quel Monte, nel territorio di Mercogliano, e perché qualsiasi itinerario religioso non può prescindere da questo importante sito. Al Santuario si può andare in auto, attraverso la SS. 374 e passando per il centro di Ospedaletto d’Alpinolo o da Mercogliano con la funicolare
Le origini del Santuario, dove si venera l’icona di una Madonna Nera, conosciuta col nome di “Mamma Schiavona”, risalgono al XII secolo. Più precisamente, l’origine ufficiale del Santuario risale alla consacrazione della prima chiesa, avvenuta nel 1126, per opera di S. Gugliemo da Vercelli, che la elesse a luogo della propria solitudine e preghiera. Da quel tempo è la comunità monastica benedettina che governa la vita e le iniziative del complesso abbaziale di Montevergine. La visita inizia dalla basilica cattedrale di stile romanico, dove possono ammirarsi il famoso Tabernacolo (XV sec.), il Coro Ligneo (XVI sec.), l’Icona duecentesca della Madonna Schiavona, l’altare maggiore, realizzato in mosaico fiorentino; e poi l’Antica Basilica (XVII sec.) di stile gotico, e le due navate della chiesa vecchia (XIV sec.). Di notevolissimo interesse è anche il Museo di Montevergine, che conserva preziosi dipinti fiamminghi e un crocifisso del XII secolo, ed ospita una mostra permanente di presepi italiani e di tutto il mondo.
Lasciato Il santuario, si fa poca strada per raggiungere l’Abbazia del Loreto, ubicata a valle e sempre nel tenimento mercoglianese. L’Abbazia ha una storia strettamente legata al Santuario di Montevergine ed è la residenza invernale dei monaci benedettini. E’ famosa soprattutto per la sua biblioteca, in cui sono conservati preziosissime miniature e manoscritti, ed una Farmacia con collezione di maiolica, dall’elevato valore artistico.
Portandosi verso il comune di Sant’Angelo a Scala, subito dopo il paese e proseguendo per Avellino, si svela ai nostri occhi un sentiero stretto e ripido che sale lungo la montagna, attraverso il quale si raggiunge la chiesetta rurale di San Silvestro Papa, traguardo agognato di moltissimi devoti. Essa presenta una facciata barocca, un elegante portale in pietra finemente scolpito e la torre campanaria che domina il borgo circostante. Accanto alla chiesetta vi è una grotta naturale dalle cui pareti trasudano acque ritenute “miracolose” per le loro proprietà terapeutiche. La grotta alimenta da secoli la leggenda, secondo cui le sue acque curative avrebbero guarito dalla lebbra Costantino, dietro intercessione di Papa Silvestro. Trovandosi in loco, è possibile fare un salto per vedere da vicino anche i resti imponenti del Santuario di Santa Maria dell’incoronata, distrutto nel 1806 dai francesi, perché colpevole di aver ospitato fra’ diavolo: questi fu, invero, un temuto brigante e omicida, graziato ed arruolato nelle truppe borboniche di re Ferdinando IV e, per questo, acerrimo nemico dei francesi.
Continuando a percorrere i sentieri di un territorio notoriamente denso di tradizioni, non ci si può esimere dal recarsi nel comune di Pannarano e visitare la Chiesa Madre di San Giovanni Battista. Costruita verso l’inizio del sec. XVII, è dedicata al patrono del paese e funge da spartiacque architettonico fra la parte medievale del borgo e quella cinquecentesca. Al suo interno custodisce la statua di San Giovanni Battista – una scultura lignea del 1750 eseguita dalla scuola napoletana del Picano, allievo del Bernini – e la statuetta della Madonna della Venerazione, molto venerata dai pannaranesi, che richiama periodicamente un numero cospicuo di fedeli. Il campanile è di gran pregio e la sua realizzazione sarebbe attribuita al Vanvitelli o, comunque, ad allievi di quella Scuola. Il campanile è, però, ormai privo della cupola, miseramente crollata nel terremoto del 1930.
Non può poi mancare una tappa alla chiesa e convento di Santa Caterina a San Martino Valle Caudina (XV sec.) Il convento fu gestito, prima dai padri verginiani e, successivamente, dai frati monitori conventuali. E, come da consuetudine di quel tempo, nacque e si sviluppò intorno ad un chiostro quadrato con pozzo centrale; i lati del chiostro sono costituiti da arcate a tutto sesto, il porticato è segnato da volte a crociera. La chiesa, collocata nella parte orientale, è a navata unica e con tiburio cilindrico, e conserva al suo interno diversi dipinti ottocenteschi. Di pregio la facciata, che è impreziosita da un portale in pietra scolpita e da un rosone centrale. In seguito ai terremoti del 1980 e del 1981, la struttura ha necessitato di alcuni lavori di restauro.
Proseguendo nel nostro itinerario religioso, facciamo visita all’importante Santuario Maria SS. della Stella, situato sulla collina che domina l’abitato di Rotondi, a 2 chilometri dal paese. Per arrivarci, si procede per una strada asfaltata che porta dal paese alla montagna, ad eccezione dell’ultima salita, che si può fare anche a piedi. Nell’occasione, una volta arrivati in cima, è buona cosa affacciarsi alla loggetta del Santuario, da cui si può ammirare l’intera Valle Caudina. Il Santuario, infatti, si trova alle falde del Partenio e a 500 metri di altitudine, per cui, oltre alle sue ben note caratteristiche artistiche, è capace di offrirci la visione e la suggestione del paesaggio che lo circonda, fra i più incantevoli della Valle Caudina. La nascita del Santuario Madonna della Stella è individuata nel sec. XVII. Di gran pregio i resti dell’antica statua della Madonna, di stile bizantino e risalente al IX-X secolo, che raffigura una madonna col bambino in grembo. Nel 1705 il Cardinale V. Maria Orsini, arcivescovo di Benevento, donò al Santuario una nuova statua, in segno di devozione, e quella vecchia fu trasferita nella chiesa della SS. Annunziata di Rotondi, dove è attualmente custodita. La chiesa-santuario Maria SS. della Stella presenta il pavimento in cotto napoletano dell’Ottocento ed il campanile che è del 1905. Prima di lasciare il Santuario non si può tralasciare di visitare la “Grotta”: che è collocata dietro il campanile e fu la dimora abituale di tanti eremiti del tempo. Per chi volesse trascorrervi qualche giornata di meditazione o di formazione, il Santuario è ampiamente provvisto di cucina e locali idonei ad ospitare gruppi o singole persone.
Il nostro percorso religioso si conclude con un’altra tappa molto significativa: il Santuario di Santa Filomena che si trova a Mugnano del Cardinale. Costruito nel 1641 per custodire le reliquie della Santa, esso è meta annuale di migliaia di pellegrini. Il Santuario stupisce fin dal primo impatto – la facciata è tra le più belle che si possano ammirare – e presenta una cupola con una piccola torre cilindrica, corredata da due torri quadrate gemelle più alte della stessa torre. Molto interessante è anche il portale in bronzo, pregevoli le opere d’arte conservate gelosamente all’interno della struttura.
Ultimo aggiornamento
28 Gennaio 2022, 16:00
Comunità Montana Partenio – Vallo di Lauro